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Monumenti Civili e Religiosi di Sciacca
Inserito il 12 maggio 2007 alle 05:35:25 da Admin.

Sciacca - Monumenti Civili

Monumenti Civili presenti a Sciacca

Palazzo Comunale
Ex Collegio dei Gesuiti - Palazzo Comunale di Sciacca
Eretto nel 1613 dai Gesuiti a spese di G. B. Perollo, che ne è considerato il fondatore, passò in mano ai PP. RR, dopo la soppressione della Compagnia di Gesù, divenne demanio dello Stato dopo la proclamazione del Regno d'Italia.
Proprietà del comune è oggi sede degli uffici municipali.
L'edificio, di forme tardo rinascimentali, si sviluppa attorno a due vasti atri, situati a diversa quota: quello superiore è quadrato ed è circoscritto da colonne sormontate da archi a tutto sesto e coronato da una balaustra lapidea che delimita il sovrastante tetto a terrazza; quello inferiore è rettangolare ed è circondato da poderosi pilastri su cui poggiano le arcate che reggono i muri dell'ala meridionale dell'edificio.
All'interno di quest'atrio si trova una meridiana.
La costruzione non portata a termine dai Gesuiti, fu completata nella seconda metà del secolo corrente, con la costruzione del secondo piano.

Palazzo Inveges
Palazzo Inveges di Sciacca L'edificio, appartenuto alla nobile famiglia Inveges, conserva il più sontuoso portale barocco della città, oltre ai balconi con le originali ringhiere a petto d'oca.

Palazzo Graffeo
Edificio barocco dal caratteristico portale ad arco lucchese, ingloba una costruzione del XV secolo, come si deduce dall'arco a sesto ribassato a destra del portale e da una scala in stile gotico-catalano dai caratteristici gradini con risega che si trova all'interno del cortile.
Notevole è il balcone, sorretto da poderose mensole lapidee riccamente decorate con motivi barocchi e volti umani, che si trova sul lato orientale dell'edificio.

Palazzo Maurici
La costruzione appartenuta all'antica famiglia feudale dei Maurici, ingloba elementi medievali e altri di età barocca, conserva il portale di forme barocche e al primo piano elevato una bifora con colonnina tortile di stile chiaramontano oltre a vari balconi settecenteschi.
La sopraelevazione con il parapetto a traforo è ottocentesca.

Palazzo Ragusa
Della nobile costruzione settecentesca rimane oggi soltanto parte del prospetto e il bel portale del 1770.
Di proprietà della famiglia Ragusa, fu modificato dal successivo proprietario che aggiunse una sopraelevazione neoclassica poi demolita in seguito alla ristrutturazione realizzata anni fa.
Prima del 1860 il palazzo fu sede del sottintendente.

Palazzo Tagliavia San Giacomo di Sciacca
Il prospetto su corso Vittorio Emanuele è caratterizzato da un lungo balcone e da un terrazzo merlato. Fu rinnovato nel XIX secolo da Giuseppe Tagliavia, che ne coprì l'originaria struttura quattrocentesca.
Il prospetto del lato est, in stile neogotico, fu eseguito nel 1847.
Il palazzo ospitò re Ferdinando I e fu sede di convegni culturali.

Porta San Salvatore
La Chiesa San Salvatore della quale rimangono pochi elementi inglobati nella chiesa del Carmine, da il nome alla Porta. E' un rifacimento del 1581 come si legge sul mascherone scolpito sul lato sinistro del fornice.
La costruzione è di chiara ispirazione rinascimentale, con l'arco e le colonne sostenute da due elefanti stilofori, e la facciata esterna, riccamente ornata con gusto spagnolo-moresco di rabeschi a forme di volute e bassorilievi elegantemente modellati, che rappresentano dei leoni rampanti.
Il balcone sopra la porta è ornato da tre stemmi, quello della città, quello della casa d'Austria allora regnante e quello della famiglia Sotomajor, in ricordo del capitano che la fece costruire.

Castello Conti Luna
Fu fatto costruire nel 1380 da Guglielmo Peralta, conte di Caltabellotta, Vicario del regno di Sicilia dopo la morte di re Federico III, il castello passò in mano dei Luna, con il matrimonio tra Margherita Peralta e il conte catalano Artale di Luna.
Sorge in alto sulla roccia, nella parte orientale della città, ed è inserito dentro il perimetro delle antiche mura.
Esso comprende quattro parti: la cinta, il mastio, il palazzo comitale e la torre cilindrica.
La cinta, dalla pianta poligonale e formata da mura alte e robuste, serviva alla difesa esterna.
Il mastio, cioè la torre maestra a pianta quadrangolare, aveva la funzione di sorvegliare la cinta, il terreno esterno e il cortile interno; di esso resta oggi soltanto la base.
La torre cilindrica si trova nel perimetro della cinta; è a due piani, dalle volte costruite con conci accostati a coltello.
Del palazzo del Conte, a pianta rettangolare, che occupava il lato ovest del castello, resta oggi soltanto l'alto muro esterno con quattro ampie finestre dalle quali si può ammirare il panorama della città.
Dall'ingresso, situato a Nord e munito di ponte levatoio, si entrava nel cortile, dove erano le scuderie, i locali degli uomini d'arme, e una cappella dedicata a S. Gregorio.
Il castello è uno dei più interessanti esempi di architettura civile e militare del '300 esistenti in Sicilia.

Ex Chiesa San Vito
Non si conosce la data della sua fondazione, ma esisteva già durante il periodo della dominazione angioina (1266-1282).
Affiorano dalle pareti esterne alcune strette finestre dalla caratteristica strombatura e le strutture del campanile con due interessanti protomi lapidee raffiguranti due teste di cani, simbolo del santo.
La chiesa fu ricostruita tra il 1786 e il 1817 e rifinita nel 1842; ad una sola navata e cinque altari, fu poi nel dopoguerra trasformata in sala cinematografica.

Torre del Pardo
Caratteristica della Sciacca medievale era la presenza di torri, merlate o meno, tipiche delle dimore feudali.
La torre del Pardo ne è forse l'esempio più interessante perchè è rimasta sostanzialmente integra.
Il nome deriva dal fatto che probabilmente la torre, in origine degli incisa, passò poi al ricco mercante catalano Antonio Pardo.
Alcuni elementi marmorei sembrano essere stati aggiunti successivamente, mentre appartengono sicuramente alla costruzione originaria i motivi decorativi della finestra al primo piano e due cariatidi in tufo che reggono la cornice sulla finestra.

Palazzo Amato
Fu la dimora della nobile famiglia Amato, originaria della Catalogna, che si trasferì in Sicilia al seguito di re Pietro d'Aragona durante la guerra del Vespro; durante il "Caso di Sciacca", questa famiglia fu partigiana dei Luna ed acerrima nemica dei Perollo.
L'edificio conserva una bella scala settecentesca. Le case circostanti erano, forse in origine, adibite a magazzini e scuderie della ricca famiglia e dai muri di queste, sporgono ancora gli anelli che servivano per legare muli e cavalli.

Porta Palermo
Eretta nel 1753 durante il regno di Carlo II di Borbone, conserva le antiche porte lignee, rinforzate con bande di ferro.
La facciata esterna è di chiare forme barocche, con quattro eleganti colonne bugnate ai lati del fornice con pilastri e volute dell'attico.
La sua struttura è costituita da poderosi blocchi di compatto tufo conchigliare delle cave locali.
L'aquila dalle ali spiegate in cima al è il simbolo della casa allora regnante, mentre la lapide di marmo sull'attico ricorda il tempo in cui la porta fu costruita.

Palazzo Arone
Di notevoli dimensioni, il palazzo interessa in modo particolare per la bellissima scala coperta in stile barocco, all'interno del vasto cortile.
Sul lato occidentale del palazzo, una bifora con elegante davanzale del XV secolo è quanto rimane di un antico edificio inglobato in quello attuale; in cima alla colonnina della bifora, lo stemma raffigurante un leone che abbraccia una colonna è della famiglia Abbracciabene, oggi estinta.

Palazzo Perollo
E' uno dei pochi palazzi signorili del XV secolo rimasti a Sciacca; appartenne a un ramo dei Perollo, nobile famiglia di origine francese, venuta in Italia a seguito del conte Ruggero e stabilitasi a Sciacca nel XIV secolo.
Alla fine del XVI secolo passò alla famiglia Argomento e in seguito agli Arone.
L'edificio a pianta rettangolare, è notevole per le tre bifore gotiche del piano nobile e per la scala catalana dai gradini con cornice a risega, ha subito numerose manomissioni, tra cui l'aggiunta del balcone barocco nel Settecento.
Sotto l'intonaco in parte scrostato si intravedono un arco acuto costruito con conci di tufo conchigliare compatto a vista e alcune antiche finestre tamponate, e altri particolari della struttura originaria.
All'interno meritano particolare interesse una volta a costoloni poggianti su quattro mensole angolari e due grandi soffitti a cassettoni, uno dei quali con quadrelli dipinti a motivi floreali.

Palazzo Steripinto
Eretto nel 1501, come si può leggere sull'iscrizione incisa sull'architrave del portale d'ingresso, da Antonio Noceto, nipote del famoso botanico Gerardo Noceto, è uno dei più interessanti esemplari di arte plateresca in Sicilia.
Sulla facciata si fondono elementi strutturali e morfologici tardo gotico-catalani e rinascimentali di origine italiana.
Il nome deriva dal sostantivo "Hosterium", cioè palazzo fortificato, e il participio passato "pictum", dipinto, ma anche ornato.
La facciata è caratterizzata da una fitta serie di bugne di pietra a punta di diamante dal bellissimo effetto decorativo.
Il regolare allineamento delle bugne è interrotto al piano nobile da tre eleganti bifore gotiche, delle quali quella centrale è ad archi bilobati, e al piano terra da un portale architravato dagli stipiti profondamente scanalati e da due finestre rettangolari.
La cornice cordonata dello zoccolo, quella marcapiano che collega le tre bifore e quella alla base dell'attico attenuano con le loro linee orizzontali lo slancio verticale del palazzo, che è coronato da merli a coda di rondine.
Due colonnine marmoree inserite nei due cantonali ai lati del prospetto, probabilmente sono state riportate da altri edifici demoliti.
Al centro della lunetta lo stemma sopra il portale è dei Lucchesi Palli a cui l'edificio passò in proprietà, mentre quello sui capitelli delle colonnine delle bifore è dei Noceto.
L'interno, fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli, conserva una bella volta a crociera con costoloni e chiave di volta, sorretta da robusti archi a sesto acuto, in un locale di passaggio tra l'androne e il giardinetto interno.

Palazzo Ventimiglia
Interessante costruzione del XV secolo, notevole per la facciata quasi intatta, dall'elegante portale gotico-catalano in pietra locale ad intaglio, con l'architrave ornato da una testina femminile al centro e due roselline laterali, e la bellissima trifora in stile gotico, deturpata dall'aggiunta del balcone, ma che comunque mantiene la struttura originaria.
La cornice sulla trifora termina ai lati su mensole leonine di sapore medievale, mentre più in alto si trova una finestrina ad arco inflesso murata che serviva in origine ad aerare i tetti morti, insieme con un'altra identica, che si affaccia sul cortiletto interno.
Notevole la scala gotico-catalana che porta al piano nobile e si trova nel cortile interno dal caratteristico acciottolato.

Porta San Calogero
La Porta San Calogero, che si conserva nella sua monumentale antica forma, delimitava il quartiere della Cadda, quartiere che per la maggior parte era abitato da ebrei.

Torre Campanaria
Eretta nel 1550 dalla confraternita di S. Michele, è una poderosa costruzione dalle forme perfettamente geometriche, con base quadrata e dalle superfici di conci a vista, prive di finestre, tranne che sul lato meridionale.
Ha le caratteristiche di un'opera di difesa costruite a Sciacca all'epoca di Carlo V (sec. XVI), quando era più pressante la minaccia di incursione di pirati o di uno sbarco dei Turchi.
Probabilmente innalzata per l'avvistamento, la torre fu poi utilizzata come campanile.


 
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